Banca Centrale Europea pronta a sostenere le banche con nuovi prestiti

Postato su 23. Jul, 2012 da in Finanziamenti

La moneta unica europea è entrata in una fase di profonda crisi, e all’orizzonte si profilano scenari al limite del catastrofico nei quali alcune nazioni potrebbero ritornare alla loro valuta pre-Euro. Per salvare l’Euro gli esperti ritengono che la Banca Centrale Europea (BCE) possa giocare un ruolo fondamentale, a patto che agisca senza indugiare oltre.

La licenza bancaria per il Fondo Salva Stati

Per far uscire l’Euro dalla crisi peggiore della sua storia, è al vaglio l’ipotesi di una licenza bancaria da parte della BCE nei confronti del Fondo Europeo Salva Stati (FESF), che secondo gli esperti potrebbe contrastare la debolezza della moneta unica. Si tratterebbe, in sostanza, di una misura di ‘quantitative easing’, ovvero di impulso alle banche attraverso particolari operazioni di mercato. L’ipotesi è stata messa per la prima volta sul tavolo dal presidente della banca centrale austriaca Ewald Nowotny, che siede nel consiglio della Banca Centrale Europea e che sinora è sempre stato restio a questo genere di interventi da parte della BCE. Il fatto che ora abbia deciso di approvarli fa ben comprendere quanto sia grave la situazione dell’Euro.

Lo scudo anti-spread

Lo spread, ovvero il differenziale di rendimento fra i titoli di stato di un paese e quelli tedeschi (Bund) continua a rimanere alto e per correre ai ripari è stata messa in campo una misura definita come ‘scudo anti-spread’. In pratica, l’Europa può intervenire in caso di difficoltà acquistando i titoli dei paesi membri che presentano lo spread maggiore. Il meccanismo non è comunque automatico, pertanto per avvalersi dello scudo anti-spread il paese in difficoltà deve inviare la sua domanda al Fondo Salva Stati, firmando anche un apposito memorandum.

Ancora poco tempo per salvare l’Euro

Gli economisti sono concordi nell’affermare che l’Europa stia ormai esaurendo il tempo a disposizione per salvare la sua fragile economia. Le prossime mosse della BCE potrebbero essere un ulteriore abbassamento del tasso di interesse (che già ora è dello 0.75%), mentre si escludono nuovi interventi di finanziamento per gli istituti di credito. Inoltre la BCE può decidere di acquistare sul mercato secondario i titoli di Stato dei paesi in difficoltà, dal momento che i trattati impediscono gli acquisti sul mercato primario.

Immagine: Harald RichterSimilar Posts:

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