Interni di un'auto Saab

Il fallimento della Saab

Postato su 20. Dec, 2012 da in Economia

Interni di un'auto SaabDopo due anni di agonia e il tentativo di salvataggio operato dalla casa automobilistica olandese Swedish Automobile (già Spyker), Saab ha presentato formalmente istanza di fallimento. Si avvia dunque verso un triste epilogo la storia dello storico marchio svedese, fondato nel 1937 e produttore di modelli d’auto celeberrimi come la 900 e la berlina 9-5.

Saab: evoluzione dello scenario

Il vero boom di vendite lo fa registrare negli anni ’80, periodo in cui la Svenska Aeroplan AktieBolag (questo il significato dell’acronimo), complice la svalutazione della corona svedese, diventa celebre esportando i propri modelli in tutto il mondo e vincendo molte competizioni sportive. Nel 1990 la proprietà dell’intero gruppo passa al colosso General Motors, che investe significativamente sui modelli 9-3 e 9-5 sia in termini sia economici che di sviluppo tecnologico. Nel 2009 la crisi economica globale scuote anche il mercato dell’auto, costringendo le più grandi realtà industriali del mondo a ridimensionare le proprie attività e ad avviare dolorosi piani di risanamento economico. E’ così che, dopo una trattativa piuttosto travagliata, GM cede il pacchetto di maggioranza di Saab alla casa olandese Spyker, per 400 milioni di dollari. In quel momento la casa svedese è già fortemente in perdita, ma il tentativo di rilancio proposto da Spyker, che si avvale tra l’altro della collaborazione di importanti aziende cinesi come Zhejiang Youngman Lotus e Pang Da, si pone come obiettivo il ritorno all’utile già nel 2012, puntando sul rilancio della compatta Saab 9-3. Il piano si rivela purtroppo fallimentare, costringendo Spyker (nel frattempo Swedish Automobile) a cedere le sue quote ai partner cinesi. L’operazione di vendita viene però bloccata da GM – proprietaria di molti brevetti legati ai modelli Saab – per il suo diniego di cedere l’usufrutto della proprietà intellettuale ai concorrenti d’oriente.

Saab: l’ultimo atto

A questo punto l’unica opzione a disposizione di Swedish Automobile è la bancarotta, presentata in data 19 dicembre 2012 presso il tribunale di Vanersbor. Lo stabilimento di Trollhättan ha nel frattempo già cessato la produzione, lasciando insoluti i pagamenti ai fornitori e senza lavoro più di 3400 dipendenti. La priorità immediata del presidente Victor Muller è ora di pervenire in tempi rapidi alla nomina di un curatore fallimentare in grado di pilotare efficacemente il crack di una delle più blasonate case automobilistiche d’Europa.

Immagine: Marianne Mayer – Fotolia
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